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Parlare di Aids e di sieropositività attraverso il mezzo video e cinematografico potrebbe sembrare una perdita di tempo e di risorse. Eppure restiamo convinti che attraverso le immagini sia possibile produrre e articolare un discorso costruttivo. E non parliamo semplicemente delle campagne di informazione. Film come Philadelphia, distribuito nelle sale di prima visione per un vasto pubblico, ha avuto il merito di aprire una riflessione su di un tema spinoso e troppo spesso rimandato, di suggerire nelle coscienze nuove modalità di comportamento e, forse, di aiutare a superare sentimenti di paura e rimozione.
Tuttavia non ci accontentiamo soltanto delle grosse produzioni, ostinatamente ricerchiamo e puntiamo l'attenzione anche sulle produzioni indipendenti. Forse per abitudine: da anni lavoriamo in strutture fondate sul volontariato e su di un'idea utopistica di poter trovare delle risposte soddisfacenti a una domanda che quasi non sembra averne.
Ma anche perché crediamo che le produzioni indipendenti possano avere la capacità di parlare a un pubblico con una maggiore immediatezza, con una maggiore forza di espressione. Il progetto 3.000 soggetti contro un virus ci ha interessato per la possibilità di poter vedere con gli occhi degli studenti delle medie superiori, le questioni della solidarietà, della prevenzione, dell'informazione, della paura di fronte alla sieropositività e all'Aids.
Blowing Bubbles diventa così un luogo in cui è possibile mostrare e mostrarsi, cominciare quella frequentazione che porta alla conoscenza e alla comprensione. Ma è anche l'occasione per comparare le proprie esperienze con quelle di altre strutture e persone in giro per il mondo e per verificare l'estrema disponibilità di autori e autrici, strutture produttive e distributive a fornirci i video e le informazioni richieste anche in tempi da acrobati. Resta il problema della distribuzione. Le condizioni ci sono tutte (leggi alla voce disponibilità), ci piacerebbe che sulla prossima copertina del catalogo comparissero molte più città e molte più date. Ma questo è un lavoro per il prossimo anno.
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